Cinquant’anni insieme non sono solo un traguardo privato, ma una testimonianza pubblica di amore e impegno. È con questo spirito che domenica mattina Pescantina ha reso omaggio alle coppie del territorio che hanno raggiunto il traguardo delle nozze d’oro, riunite nel Duomo di San Lorenzo per una cerimonia partecipata e carica di emozione. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la parrocchia, ha voluto valorizzare un momento di forte coesione sociale, intrecciando memoria, fede e gratitudine.
Alla celebrazione, presieduta da don Simone, ha preso parte l’assessore ai Servizi Demografici, Giacomo Sandrini, che ha portato i saluti del sindaco Aldo Vangi e dell’intera Amministrazione. «Celebrare un anniversario non significa guardare al passato con nostalgia, ma rendere grazie per una realtà che ha preso forma nel tempo – ha ricordato Sandrini –. Cinquant’anni insieme sono il segno che, con l’aiuto di Dio e la forza dell’amore, si possono costruire famiglie su fondamenta solide e durature».
Dopo la messa delle 11, la comunità si è ritrovata nei locali del Circolo Noi per un momento conviviale, occasione di incontro tra generazioni e di festa condivisa. A tutte le coppie presenti è stata consegnata una pergamena commemorativa, simbolo tangibile di un legame che resiste al tempo. «Abbiamo voluto dare vita alla prima edizione di una festa dedicata ai cinquantesimi di matrimonio – ha spiegato Sandrini –. Più di trenta coppie hanno partecipato al pranzo comunitario, in un clima di gioia e commozione. È stata una giornata che ha raccontato la bellezza di stare insieme e che speriamo diventi una tradizione».
Anche il sindaco Aldo Vangi ha espresso la propria gratitudine alle coppie festeggiate, definendole «una testimonianza autentica di impegno e fedeltà in un tempo in cui prevalgono fretta e individualismo». L’appuntamento si candida ora a diventare una ricorrenza annuale nel calendario delle iniziative comunitarie di Pescantina, a celebrare la forza silenziosa di chi, ogni giorno, sceglie di rinnovare il proprio “sì”.
Depurazioni Benacensi, società consortile nata da Azienda Gardesana Servizi e Acque Bresciane, ha firmato mercoledì 15 ottobre il Contratto di Fiume Mincio, avviando un percorso di cooperazione con enti e istituzioni per la tutela condivisa delle acque del bacino gardesano.
“Abbiamo scelto di aderire – spiega la presidente Virginia Tortella – perché crediamo nella collaborazione tra territori che condividono lo stesso bene: l’acqua e l’ambiente. Siamo tutti dalla stessa parte. Tra i nostri obiettivi è promuovere una cultura del rispetto e restituire ogni giorno acqua pulita all’ambiente, preservandolo, puntando sulle giovani generazioni”.
L’impegno di Depurazioni Benacensi, oltre alla condivisione e al monitoraggio dei dati ambientali, precede iniziative di educazione nelle scuole e azioni di sensibilizzazione in collaborazione con il Parco del Mincio e la Provincia di Mantova, per una gestione sempre più trasparente e sostenibile del ciclo idrico. “L’obiettivo non è solo educare le scuole al comportamento positivo verso l’ambiente, ma creare anche opportunità di lavoro futuro”.
Una firma importante anche per il territorio veronese: la sottoscrizione del Contratto di Fiume sancisce con ancora più forza l’impegno di Depurazioni Benacensi al rispetto del territorio e dell’ambiente in relazione a temi che si sviluppano su un territorio esteso e non possono limitarsi a confini geografici o di competenza territoriale.
Depurazioni Benacensi, in quanto società ad intero capitale pubblico, è uno degli attori che rappresenta il territorio Veronese nella gestione del delicato servizio di depurazione delle acque reflue fognarie. Come gestore della “cosa pubblica” per aspetti di fondamentale importanza di natura ambientale Depurazioni Benacensi ritiene che una delle proprie mission sia quella di impegnarsi in campagne e progetti di sensibilizzazione in campo ambientale, all’interno del quale si inserisce perfettamente l’attività proposta all’interno del Contratto di Fiume, che promuovano il rispetto per l’ambiente ed il rispetto di chi lavora (come Depurazioni Benacensi) per garantire il presidio dell’ambiente nei confronti di potenziali fonti di inquinamento.
Peschiera del Garda al centro del nuovo collegamento ferroviario con Mantova: al via la “Metro dei Laghi”
Peschiera del Garda protagonista della nuova Metro dei Laghi: è stata approvata l’infrastruttura da 350 milioni di euro per connettere il lago a Mantova. Sì al progetto preliminare di una nuova linea ferroviaria leggera che collegherà la sponda meridionale del Lago di Garda a Mantova. Si tratta di un intervento strategico che punta a migliorare la mobilità, favorire il turismo e potenziare la connessione tra territori ad alta vocazione culturale e paesaggistica.
Una nuova mobilità tra lago e pianura
La Metro dei Laghi nasce con l’obiettivo di recuperare e rinnovare un tracciato ferroviario storico dismesso oltre mezzo secolo fa, adattandolo alle esigenze attuali. Il nuovo percorso unirà Peschiera del Garda e Mantova con una linea lunga 34 chilometri, che attraverserà borghi, aree naturali e zone di interesse turistico.
L’infrastruttura rientra in una strategia più ampia di mobilità sostenibile e sarà progettata per integrarsi con altri mezzi di trasporto, riducendo traffico e impatto ambientale.
Peschiera, nuovo hub intermodale
Elemento centrale del progetto sarà la stazione di Peschiera del Garda, che diventerà un hub intermodale connesso a treni regionali, bus, piste ciclabili e servizi navetta. Un viadotto dedicato permetterà di oltrepassare l’area autostradale, migliorando l’accessibilità e i flussi di spostamento da e verso la località lacustre.
La sua posizione strategica, già oggi punto di arrivo per milioni di visitatori, trasformerà Peschiera nel principale terminal della futura tranvia e in uno snodo chiave per la rete turistica e di trasporto del Garda.
Un tracciato moderno lungo 34 chilometri
La nuova linea prevede nove stazioni: tre di nuova costruzione (Salionze, Parco Sigurtà e Monzambano) e sei recuperate dall’antico percorso ferroviario (Peschiera, Valeggio, Pozzolo, Roverbella, Marmirolo e Sant’Antonio).
A Mantova, la tranvia si innesterà sulla linea già esistente verso Verona, creando così un corridoio di collegamento regionale efficiente e sostenibile.
Il progetto comprende inoltre tre viadotti: uno a Pozzolo per scavalcare un’ex cava, uno a Peschiera per l’area autostradale e un terzo in fase di valutazione per un’eventuale estensione della linea di sei chilometri verso la zona dei parchi divertimento gardesani.
Tecnologia elettrica e infrastruttura integrata
La Metro dei Laghi sarà alimentata da convogli tranviari su ferro a batterie, con autonomia fino a 100 chilometri e possibilità di ricarica in alcune tratte tramite linea aerea. Ogni stazione sarà dotata di parcheggi scambiatori, collegamenti ciclopedonali e servizi di trasporto pubblico locale, con particolare attenzione alla ciclovia Mantova–Peschiera.
L’integrazione tra diversi sistemi di mobilità renderà questa infrastruttura un modello di trasporto regionale a basso impatto ambientale.
Traffico previsto e sviluppo turistico
Le stime parlano di una capacità potenziale tra 350.000 e 1.050.000 passeggeri all’anno nella versione base, con un possibile incremento fino a 1,65 milioni di utenti grazie al prolungamento verso i parchi tematici. Questo dato conferma la centralità di Peschiera come porta d’ingresso per il turismo gardesano e come snodo di connessione per chi arriva dalla pianura mantovana e veronese.
Prossime fasi e finanziamenti
La progettazione definitiva sarà avviata una volta completata la fase di reperimento dei fondi, che prevede il coinvolgimento di enti pubblici, fondi europei e investitori privati. L’opera, considerata di interesse strategico, richiederà circa quattro anni di lavori una volta aperti i cantieri.
Mariastella Gelmini è stata confermata presidente della Comunità del Garda ieri dall’’Assemblea Generale tenuta a Salò. La nomina è avvenuta all’unanimità. La senatrice di Noi Moderati è alla guida della Comunità da 10 anni. Quindi una scelta di continuità che Gelmini ha gradito impegnandosi a portare avanti la politica per la depurazione delle acque del Lago che prevede la separazione della sponda lombarda da quella veneta. Il progetto c’è già e verrà realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente a novembre.
Nel programma di lavoro particolare attenzione sarà dedicata alla viabilità, che presenta diverse criticità, specie nell’area di Peschiera. La costruzione di un casella dell’A4 a Castelnuovo sarà determinante per alleggerire il traffico. Ma nel programma della Comunità c’è anche l’integrazione dei trasporti su gomma, ferro e acqua sfruttando anche la presenza degli aeroporti di Verona e Montichiari.
I Sindaci: “Serve equilibrio tra innovazione energetica e tutela del territorio. Le comunità locali devono essere coinvolte”
Si compatta il fronte dei territori contro la realizzazione del maxi impianto di accumulo energetico (BESS – Battery Energy Storage System) previsto tra Sona e Bussolengo. Le due amministrazioni comunali, sostenute da Coldiretti Verona, hanno ribadito la loro ferma contrarietà nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina nella Sala Rossa della Provincia di Verona, alla presenza di Luca Trentini, vicepresidente della Provincia e sindaco di Nogarole Rocca, Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona, Gianfranco Dalla Valentina, sindaco di Sona, e Roberto Brizzi, sindaco di Bussolengo.
Il progetto, presentato dalla società Rcf 002 srl (Gruppo Redelfi), prevede la realizzazione di uno dei più grandi impianti BESS del Nord Italia, con 132 container di batterie distribuiti su una superficie di oltre 74.000 metri quadrati, pari a 7,4 ettari di terreno agricolo fertile. Un’infrastruttura che, secondo i promotori, contribuirebbe all’accumulo e alla gestione dell’energia rinnovabile, ma che per i sindaci e Coldiretti rappresenta una minaccia per l’agricoltura e per l’equilibrio del territorio.
“Non siamo contrari alla tecnologia BESS – ha spiegato Luca Trentini – ma servono regole chiare e partecipazione. Non possiamo lasciare che siano solo le logiche di mercato a decidere, trasformando aree agricole produttive in impianti industriali senza confronto con le comunità. Il nostro ricorso al TAR del Lazio chiede garanzie concrete sulla gestione del fine vita delle batterie, sul ripristino dei siti e sullo smaltimento corretto dei materiali.”
La posizione è condivisa dai Comuni di Sona e Bussolengo, che già nei mesi scorsi avevano espresso parere negativo, giudicando il progetto incompatibile con la destinazione agricola dei terreni e con gli strumenti urbanistici vigenti.
“Il problema non è la transizione ecologica, ma come viene realizzata,” ha dichiarato Gianfranco Dalla Valentina, sindaco di Sona. “Le amministrazioni locali non possono essere escluse da decisioni che incidono direttamente sulla qualità della vita delle famiglie e sul paesaggio. La nostra contrarietà nasce dalla volontà di difendere un territorio già fortemente antropizzato da scelte calate dall’alto nel passato.”
Sulla stessa linea il sindaco di Bussolengo, Roberto Brizzi, che ha richiamato l’importanza di un equilibrio tra sviluppo e tutela ambientale “Siamo favorevoli alle energie rinnovabili, ma non a scapito dei nostri campi e del paesaggio. L’impianto da 150 megawatt previsto tra Sona e Bussolengo comporterebbe la perdita di oltre sette ettari di suolo fertile, con conseguenze importanti per le attività agricole locali e per la sicurezza ambientale. Difendere l’agricoltura significa promuovere uno sviluppo sostenibile e condiviso.”
Le preoccupazioni riguardano anche gli aspetti di sicurezza, legati ai rischi di thermal runaway, con potenziali incendi o esplosioni, e alla possibile presenza di sostanze infiammabili in quantità tali da rientrare nei parametri della Direttiva Seveso III. A ciò si aggiungono gli impatti paesaggistici e acustici legati alle installazioni e ai sistemi di raffreddamento.
Coldiretti Verona ribadisce la necessità di una pianificazione energetica chiara e di una cabina di regia istituzionaleche stabilisca criteri oggettivi per la localizzazione degli impianti.
“L’agricoltura non può essere trattata come uno spazio vuoto disponibile alla speculazione,” ha sottolineato Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona. “Serve una strategia condivisa, che individui le aree idonee senza compromettere i terreni produttivi. Gli impianti industriali vadano nelle zone dismesse, non nei campi fertili.”
Le amministrazioni di Sona e Bussolengo hanno già inviato osservazioni formali al MASE e non escludono ulteriori azioni legali qualora l’autorizzazione dovesse procedere senza un confronto reale con i territori.
I sindaci e Coldiretti chiedono infine alla Regione Veneto di convocare un tavolo di confronto urgente con tutti gli enti coinvolti – Regione, Provincia, MASE, ARPAV e Vigili del Fuoco – per valutare alternative che tengano conto della sostenibilità ambientale e della sicurezza collettiva.
La questione sarà al centro dell’incontro pubblico con la cittadinanza in programma questa sera, mercoledì 8 ottobre, alle 20.30 nella sala parrocchiale di Palazzolo di Sona (via IV Novembre), dove verranno illustrate nel dettaglio le criticità del progetto e le iniziative intraprese per tutelare il territorio.
Il lago di Garda avrà la sua prima scuola di cinema. Si chiama SENSO Film Academy e aprirà ufficialmente le porte nello spazio espositivo di Oliosi, in via Custoza 15. L’iniziativa, diretta dal regista, attore e creator Andrea Baglio, propone un’offerta formativa che spazia dalla regia alla recitazione, fino alla sceneggiatura e alle principali discipline legate al linguaggio audiovisivo.
Il progetto, patrocinato dal Comune di Castelnuovo del Garda e seguito dal consigliere delegato alla Cultura Chiara Trotti, prevede un percorso strutturato che condurrà gli studenti al conseguimento di un attestato ufficiale e alla realizzazione di un elaborato cinematografico. Un’occasione per sperimentare concretamente le competenze acquisite.
Per presentare i programmi, l’Accademia ha organizzato tre giornate di Open Days, dal 5 al 7 ottobre, dalle ore 16 alle 19, sempre nello spazio di Oliosi. Gli incontri permetteranno di conoscere i docenti, approfondire i contenuti didattici e valutare le prospettive professionali che l’iniziativa intende aprire.
«Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che intreccia formazione, arte e territorio – commenta Trotti –. La SENSO Film Academy sarà un’opportunità per i giovani e per chiunque desideri avvicinarsi al cinema, rafforzando il ruolo culturale di Castelnuovo nel contesto gardesano».
Un obiettivo condiviso anche dal direttore artistico: «La scuola – sottolinea Baglio – è pensata per tutti, anche per chi parte da zero. Puntiamo a unire tecnica e creatività, senza perdere il legame con il territorio».
Il piano di studi include corsi di recitazione, regia, sceneggiatura, fotografia e linguaggio dell’immagine, montaggio e post-produzione, storia e analisi del cinema, oltre a moduli dedicati alla produzione e organizzazione di un progetto.
Gli interessati possono prenotare la propria partecipazione agli Open Days tramite il link: bit.ly/SFA-opendays.
829 missioni navali svolte dalle unità navali della Guardia Costiera sui laghi maggiori italiani, che hanno percorso oltre 14.000 miglia nautiche in 1.770 ore di navigazione e durante le quali sono stati eseguiti 3.194 controlli in materia di polizia di sicurezza della navigazione, diporto e ambiente, elevando, in tale contesto, 463 sanzioni amministrative per un totale di quasi 100.000,00 €uro.
Sono state, infine, 177 le missioni SAR coordinate dalle Sale Operative della Guardia Costiera, che hanno consentito di soccorrere 393 persone, mentre 126 sono state le unità da diporto assistite.
Confermata, in questo ambito, l’efficacia dei protocolli d’intesa sottoscritti, per gli interventi di soccorso, dalle otto Prefetture competenti sui tre Laghi, dai Vigili del Fuoco e dalla Guardia Costiera, cui viene affidato il coordinamento delle attività di ricerca e soccorso sui predetti bacini lacustri, che consente, grazie ad un interscambio di quotidiane informazioni tra le varie sale operative, di poter impiegare le risorse SAR e di polizia, più vicini all’evento SAR in atto.
Numerosi gli eventi in cui, infatti, le varie forze di soccorso e di polizia, hanno operato in sinergia per intervenire, anche con condizioni meteo particolarmente avverse, per portare soccorso a bagnanti e diportisti.
Il PeschieraTRI, in programma sabato 4 e domenica 5 ottobre, si conferma un appuntamento imperdibile per gli amanti del triathlon, parte del circuito FollowYourPassion. L’evento, giunto al termine della stagione, offrirà grandi sfide e adrenalina sulle sponde del Lago di Garda.
Venerdì Urban Night Trail Il weekend di sport inizierà venerdì 3 ottobre con il Peschiera Urban Night Trail: oltre 500 runner percorreranno 7,5 km tra le fortificazioni storiche della città, patrimonio UNESCO, con partenza alle 20.00 da via Milano e arrivo in piazzale Betteloni. L’iscrizione è gratuita e aperta a tutti.
Sabato e domenica: triathlon Sabato 4 ottobre si disputeranno il triathlon Medio (1,9 km nuoto, 85 km ciclismo, 20,8 km corsa) e la distanza Olimpica no draft (1,5 km nuoto, 43 km ciclismo, 9,8 km corsa) con partenza dalla Spiaggia dei Cappuccini. Domenica 5 ottobre chiuderà il programma la distanza Sprint (750 m nuoto, 21,3 km ciclismo, 5 km corsa) con partenza alle 13.00.
Percorsi iconici Le frazioni di nuoto si svolgeranno dalla Spiaggia dei Cappuccini attraverso il canale lungo le mura di Peschiera fino alla Fortezza; il ciclismo attraverserà le province di Brescia, Verona e Mantova tra colline e vigneti; la corsa si svilupperà lungo le mura storiche e il fiume Mincio, con arrivo nel cuore della città.
Record di iscritti Con oltre 2.000 partecipanti nell’arco del weekend, il PeschieraTRI fa registrare il record di iscritti e il sold-out per la giornata di sabato. Restano disponibili pochi posti per la distanza Sprint di domenica. Le iscrizioni si effettuano online sul sito ufficiale: https://followyourpassion.it/peschieratri.
Triathlon Series by FollowYourPassion Il PeschieraTRI decreterà i vincitori del Triathlon Series by FollowYourPassion, circuito composto da ChiaTRI, MilanoTRI, LovereTRI e PeschieraTRI. Al momento guida la classifica il CUS Pro Patria Milano con 84 punti, seguito da ASD CNM Triathlon (72) e 200BPM ASD (64). Il montepremi Hardskin per le squadre più numerose supera i 6.900 euro.
MG Sport e il circuito 2025 MG Sport, tramite il brand FollowYourPassion, conferma la sua leadership nell’organizzazione di eventi endurance in Italia. Il calendario 2025 prevede 18 eventi tra corsa, triathlon, ciclismo, trail running e nuoto in acque libere, con format esclusivi come RunWayRun, Race The Bridge e The Loop, pensati per coniugare sport, spettacolo e partecipazione. L’attenzione è sempre rivolta all’atleta, con servizi, logistica e qualità organizzativa di alto livello, e alla valorizzazione del territorio.
Un intero fine settimana per varcare simbolicamente le antiche porte del Veneto medievale e rinascimentale. Lazise nel fine settimana appena concluso ha ospitato la prima edizione di “Città Murate Aperte – Un viaggio nel tempo alla scoperta della Storia”. Una manifestazione che celebra le città fortificate della regione, unite in un percorso di promozione culturale, turistica ed enogastronomica che coinvolge oggi 34 Comuni aderenti all’Associazione Città Murate del Veneto.
Numerose e significative le presenze istituzionali con almeno una ventina di sindaci delle varie città murate del Veneto. Anche la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti, ha sottolineato l’importanza di un progetto che vuole dare nuova vita alla memoria, rafforzando l’identità territoriale e offrendo al pubblico un’esperienza immersiva tra rievocazioni, incontri e sapori antichi.
La Dogana Veneta ha fatto da cornice alla presentazione ufficiale del kit “Un Viaggio nel Tempo”, strumento di marketing turistico che racchiude mappa, materiali informativi, un fumetto educativo e il “lasciapassare” per collezionare timbri e ricordi di viaggio in tutte le Città Murate del Veneto (negli uffici turistici IAT e nei punti indicati dalle diverse destinazioni). Itinerari pensati soprattutto per le famiglie, che con il “lasciapassare del viaggiatore” e le esperienze didattiche, potranno trasformare la visita in un’avventura formativa e divertente. Un progetto che ha ricevuto l’apprezzamento del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e che rappresenta un tassello strategico per il rilancio del turismo culturale di prossimità. Il Kit è stato consegnato gratuitamente a chi ne ha fatto richiesta all’interno del Villaggio delle Città Murate.Nella stessa sede era stata allestita la mostra fotografica itinerante sulle Città Murate del Veneto, già apprezzata in occasione della tappa milanese, che ha offerto una panoramica visiva sulle peculiarità architettoniche e storiche delle mura venete.
Il Villaggio delle Città Murate, allestito sul Lungolago Marconi e nelle vie del centro, ha accolto i visitatori con decine di casette in legno dedicate alla promozione turistica e alla degustazione di prodotti tipici come il mandorlato di Cologna Veneta, il prosciutto Veneto Dop di Montagnana o le sfogliatine di Villafranca. Grande successo anche per il prodotti fatti secondo l’epoca come il miele ricavato direttamente da apiari. Gettonati anche gli accampamenti medievali ai piedi delle mura di Lazise dove arcieri, armigeri, zone di tiro con l’arco e musici hanno mostrato dal vivo alcune delle arti, strumenti e scorci di vita del tempo. I figuranti hanno spiegato nel dettaglio anche antichi mestieri come battitori del ferro, maniscalchi, scrittura gotica amanuense.
Infine, molto partecipato anche il convegno internazionale alla Dogana Veneta, dedicato alla salvaguardia del patrimonio monumentale delle città murate, con la partecipazione di esperti, amministratori e studiosi. Presente anche una delegazione cinese gemellata delle città murate.
Una rappresentanza di sindaci delle città murate del Veneto
A Pescantina la presentazione del suo libro ‘Poteri occulti’
Le drammatiche retrospettive su conflitti all’interno delle istituzioni e sull’altro Stato parallelo (picconatore di valori costituzionali e democratici), con finalità devianti-eversive o conservatrici con le unghie dello status quo, venerdì 26 settembre sono state ripercorse a braccio nella Sala consiliare del Comune, in piazza San Rocco, daLuigi de Magistris (Napoli, 20 giugno 1967), ex magistrato ed ex sindaco di Napoli, nonché ex parlamentare europeo.
Davanti ad un attento pubblico, s’è soffermato su capitoli di storia contemporanea incentrati sulle più eclatanti (ma con risvolti oscuri) vicende politico-giudiziarie italiane, dove il terrorismo degli anni di piombo, le manovre cospirativo-golpiste e le intromissioni straniere (palesi o sottobanco) hanno avuto ruoli non secondari in strategie della tensione. Un percorso anche diaristico personale, dai tanti retroscena di battaglie con alte sfere ed apparati corrotti d’uno Stato troppo spesso muro di gomma, barriera di silenzio ed omertà.
Ha condensato tutto (cronache da tribunale, importanti e delicate indagini portate a termine, minacce ventilate d’eliminazione, pressioni ed angherie tendenti all’isolarlo) nel suo libro “Poteri occulti – Dalla P2 alla criminalità istituzionale: il golpe perenne contro Costituzione e democrazia” (Fazi Editore, Roma. 2024).
Al termine dell’incontro, s’è prestato a rispondere ad alcune domande.
L’intervista a de Magistris
Da ex magistrato comunque da prima linea, cosa pensa delle riforma della giustizia e della separazione delle carriere?
«Sono molto critico riguardo alla riforma della giustizia in generale perché si stanno svuotando gli strumenti della magistratura e della polizia giudiziaria. Diventa sempre più difficile il funzionamento della giustizia. Si atteggia sempre di più ad una giustizia debole con i forti e forte con i deboli. La separazione delle carriere punta a mettere il pubblico ministero sotto il controllo del potere politico e questo sarà un ulteriore danno. Il potere in generale (ma non solo ora, anche negli anni passati) non ama il controllo di legalità, non ama che si possa esercitare un controllo del potere.
Vuole una magistratura conformista, burocrate, attenta solo alla statistica, alla carriera. Invece, anche le storie che ho raccontato stasera di tanti magistrati ed anche quello che è capitato a me in Calabria, dimostrano, credo, che il Paese abbia bisogno di magistrati autonomi indipendenti e coraggiosi. Ovviamente responsabili. Ovviamente che paghino se sbagliano. Ma la magistratura deve essere un potere autonomo ed indipendente».
Tre anni di Governo Meloni. Come lo giudica?
«Sulla giustizia sono sempre molto critico perché, ripeto, stanno andando sempre di più verso un disegno autoritario, criminalizza il dissenso, punisce solo alcune categorie di persone. Si tratta d’una serie di leggi che rendono sempre più difficile il perseguimento di reati, quindi il lavoro che magistratura e forze di polizia fanno. Per il resto stiamo assistendo ad un Paese in cui le disuguaglianze crescono. Anche sulla guerra in Ucraina e sulla tragedia della Palestina, in politica estera, il governo italiano non sta dalla parte giusta della storia. Dovrebbe stare dalla parte degli oppressi e lavorare per una soluzione diplomatica in Ucraina».
n questi giorni la cronaca si sta soffermando soprattutto sui fatti di teppismo di Milano nella manifestazione pro Pal del 22 settembre scorso e sulla Global Sumud Flotilla, che adesso avrà una sorta d’assistenza con due fregate della Marina militare italiana (la “Virginio Fasan” e “Alpino”). Cosa ne pensa?
«Guardi, quando c’è una violenza va sempre condannata. Ma per quanto riguarda la manifestazione pro Pal stiamo mettendo il dito davanti alla Luna. C’è stato un milione di persone in piazze di tante città. Io sono stato a Napoli. Non vedevo da tantissimi e tantissimi anni così tante persone, persone comuni, bambini, ragazzi, anziani, giovani, professionisti. Il popolo s’è schierato, non può che schierarsi dalla parte umanitaria, di chi sta soffrendo in un genocidio.
Oltre 20mila bambini ammazzati in Palestina. I governi non devono essere complici di questo genocidio. Si devono schierare e costringere Israele a fermarsi e dare dignità, libertà e riconoscere lo Stato della Palestina. E così anche per la Flotilla. Ci vuole un impegno fortissimo affinché non venga fatto nulla ai nostri connazionali, a queste persone che non sono armate e non stanno facendo altro che portare aiuti, materiale, cibo soprattutto, a Gaza. E per dimostrare, con queste navi, che esiste ancora nel mondo tanta umanità. Israele sta provando a cancellare la Palestina, ma il mondo sta diventando palestinese. Basta vedere che quando Netanyahu ha preso la parola all’Onu quasi tutti se ne sono andati».