Categoria: La Nostra Salute

  • Allarme fegato: prevenzione e visite gratuite in piazza Bra

    Allarme fegato: prevenzione e visite gratuite in piazza Bra

    Fegato, patologie in aumento: gli esperti della Liver Unit Aoui offrono visite ed esami gratuiti in piazza bra a Verona

    Un evento dedicato alla salute del fegato, con medici e infermieri pronti a incontrare i cittadini a Verona: sabato 25 ottobre, in piazza Bra, gli specialisti della Liver Unit dell’Aoui di Verona offriranno visite gratuite e consulenze personalizzate. Il tutto all’interno di un ambulatorio mobile della Croce Verde, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione delle malattie epatiche.

    Patologie del fegato: una delle principali cause di morte

    L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che le patologie del fegato rappresentano una delle principali cause di morte nel mondo: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno oltre 1,4 milioni di persone perdono la vita a causa di queste malattie. Cirrosi, epatite, steatosi ed epatocarcinoma sono tra le più diffuse, ma in molti casi possono essere evitate o rallentate con diagnosi precoce e stili di vita sani.

    I numeri e patologie

    In Italia si stimano circa 180 mila casi di cirrosi epatica, con 10-15 mila decessi ogni anno. Nel Veneto, la malattia interessa circa 14.600 persone, e nel 70% dei casi è legata all’abuso di alcol. Gli specialisti sottolineano la necessità di un’educazione mirata soprattutto ai più giovani, per contrastare comportamenti a rischio.

    Altro tema centrale è la steatosi epatica non alcolica, comunemente nota come “fegato grasso”, che colpisce fino a un quarto della popolazione. Spesso asintomatica, è strettamente connessa a sovrappeso, alimentazione scorretta e sedentarietà. Una dieta equilibrata e attività fisica regolare restano le migliori armi di prevenzione.

    Le prospettive terapeutiche in evoluzione

    I nuovi farmaci antivirali consentono di curare l’epatite C con tassi di successo prossimi al 100%, e l’Oms punta alla completa eradicazione del virus entro il 2030. Anche per l’epatocarcinoma, i progressi della ricerca hanno migliorato le aspettative di vita dei pazienti.

    L’incontro con gli esperti e un trapiantato

    La mattina, alle 9.30 in sala Arazzi del Comune di Verona, si terrà un incontro pubblico con gli esperti della Liver Unit e di diverse specialità — epatologia, endocrinologia, nutrizione, medicina delle dipendenze, chirurgia e trapianti — che approfondiranno i principali fattori di rischio e le possibilità di cura. Interverrà anche un paziente trapiantato di fegato, testimone diretto dell’importanza della prevenzione e della diagnosi tempestiva.

    Dalle 11 alle 16 l’iniziativa si sposterà in piazza Bra, dove cittadini e turisti potranno sottoporsi gratuitamente a valutazioni ecografiche, test per steatosi e fibrosi tramite elastometria, e ricevere consigli utili per mantenere in salute un organo tanto fondamentale quanto spesso trascurato.

  • Camminare è salute. Almeno 4000 passi una o due volte alla settimana

    Camminare è salute. Almeno 4000 passi una o due volte alla settimana

    Ormai sappiamo tutti quanto siano importanti gli stili di vita per invecchiare bene e vivere più a lungo, possibilmente sani. Mangiare poso e bene e fare del movimento sono ormai le indicazioni che dà la medicina ad una popolazione che se da un lato ha una speranza di vita maggiore di quella delle generazioni precedenti, è sottoposta alla costante tentazione di una vita sedentaria.

    Uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine fatto su 13.547 donne di una certa età dimostra che basta fare 4000 passi una o due volte alla settimana per diminuire l’incidenza delle malattie cardiovascolari. E più si cammina, meno ci si ammala. Ma fino a un certo punto però. Oltre un certo numero di passi il rischio, una volta abbassato, si stabilizza.

    Camminare è tutta salute

    Con 4.000 passi uno o due giorni a settimana il rischio di mortalità andava sotto il 26% e quello di malattie cardiovascolari sotto il 27%. Il conforto era con il gruppo di controllo non raggiungeva mai i 4.000 passi. Facendo 4000 passi 3 o più giorni alla settimana abbassava il rischio di mortalità al 40%.

    Dalla ricerca emerge anche il dato che l’effetto benefico si raggiunge sul movimento complessivo e non sul numero dei giorni in cui esso viene svolto. Quindi bisogna muoversi, non importa se regolarmente o sporadicamente. L’importante è la somma totale dei passi in una settimana.

    Lo studio è stato condotto su un campione femminile. Ma è intuitivo che lo stesso concetto valga anche per la popolazione maschile.

  • Bigon denuncia la crisi delle RSA

    Bigon denuncia la crisi delle RSA

    In Veneto 32.000 persone non autosufficienti sono oggi ospitate nelle RSA, mentre altre 10.000 attendono un posto, di cui 1.750 solo nella provincia di Verona

    Questa situazione è denunciata dalla  consigliera regionale veronese Anna Maria Bigon del Partito Democratico denuncia la crisi della RSA. Famiglie ed enti locali vengono lasciati soli a sostenere un peso economico e sociale sempre più insopportabile.

    Anna Maria Bigon

    Una volta apposto delle RSA c’erano i reparti di lungodegenza

    “In passato – ricorda Bigon– una persona non autosufficiente e affetta da patologie gravi veniva accolta nei reparti di lungodegenza ospedaliera, un servizio gratuito e garantito. Oggi quei reparti sono stati eliminati e l’assistenza è stata di fatto scaricata sulle spalle delle famiglie e dei Comuni. Gli ospedali di comunità, realizzati solo in parte, non sono in grado di rispondere alla domanda crescente”.

    “La Regione – continua– invece di rafforzare il sistema, ha previsto appena 4.000 nuovi posti nei prossimi anni: è evidente che i conti non tornano. Il fondo regionale è stato incrementato di soli 20 milioni in 3 anni, una cifra ridicola rispetto alla gravità della situazione”.

    La permanenza media in RSA è di 217 giorni, ma i pazienti ospitati sono spesso affetti da pluripatologie e necessitano di cure continue e personalizzate

    Con l’invecchiamento della popolazione e il calo demografico in corso, la consigliera dem lancia l’allarme: “Il sistema rischia di collassare a breve. È urgente e non più rinviabile una riforma delle IPAB, un piano di nuovi posti accreditati e un aumento significativo dei finanziamenti, sia per le strutture che per chi vi lavora. Questo è il momento di agire con serietà, responsabilità e visione. Noi siamo pronti a farlo”.

  • Domenica 26 ottobre torna l’ora solare

    Domenica 26 ottobre torna l’ora solare

    Ma fa bene l’ora legale?

    Fra qualche giorno torneremo all’ora solare. Precisamente sposteremo indietro le lancette dell’orologio alle 3 del mattino di domenica 26 ottobre. Guadagneremo come al solito il sonno che avevamo perso in primavera,  quand’era scattata l’ora legale.

    E proprio nel momento in cui c’è il cambio tornano a manifestarsi i dubbi sulla sua opportunità. Molti si chiedono: ma conviene davvero adottare l’ora legale? E se c’è un guadagno in termini economici per il risparmio di energia, non è che ci si rimetta in salute? 

    A questo proposito c’è una novità. Da 27 studi fatti in altrettanti paesi del mondo risulta che passare dall’ora solare a quella legale che solitamente avviene in primavera  interferisca negativamente sulla qualità del sonno. Specie in quelli che sono definiti cronotipi serali, ossia in quelle persone più inclini ad essere attive e vigili nelle ore notturne e che alla mattina fanno particolarmente fatica a svegliarsi. 

    Questa ricerca è stata effettuata dal Centro di Medicina del sonno dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia. L’esito dello studio va però preso con le pinze in quanti condotto su un campione molto limitato di popolazione e con criteri non omogenei. Valido comunque per individuare una tendenza.

  • Influenza e Covid. Già vaccinati in 3888 nelle farmacie veronesi

    Influenza e Covid. Già vaccinati in 3888 nelle farmacie veronesi

    Sono 3.88 i veronesi che ad oggi si sono vaccinati in farmacia per l’influenza e il Covid. Questi i primi dati della massiccia affluenza registrata nelle circa100 farmacie veronesi operative che praticano le vaccinazioni a partire dal 1° ottobre.

    Fermo restando che l’influenza stagionale non ha ancora colpito alle nostre latitudini, le ultime notizie la danno in anticipo rispetto alla prima previsione di dicembre. 

    Nelle farmacie abilitate vengono vaccinati gratuitamente contro l’influenza stagionale tutti i soggetti di età pari e superiore ai 60 anni (oltre ad alcune categorie specifiche) che abbiano già effettuato almeno una vaccinazione, previa compilazione dell’anamnesi e del consenso informato. 

    Elena Vecchioni, presidente Federfarma

    In tutte le farmacie vengono inoltre dispensati i vaccini, a carico dell’utente e solo dietro presentazione di prescrizione medica. 

    «Invitiamo i cittadini alla vaccinazione perché ad oggi è l’unica vera protezione farmacologica  contro l’influenza stagionale – spiega Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona –. Vaccinarsi anche contro il Covid significa proteggere se stessi e tutte le persone con cui veniamo in contatto, particolarmente quelle fragili, con gli anziani e i malati in testa. È questo il periodo ideale per vaccinarsi perché ci vogliono dai dieci giorni alle due settimane affinché il vaccino attivi gli anticorpi necessari al fisico per combattere la malattia. 

    Se si dovesse contrarre una sindrome para influenzale o fra qualche settimana l’influenza stagionale vera e propria, la raccomandazione è sempre quella di non ricorrere alle cure fai da te soprattutto mai assumere senza prescrizione medica gli antibiotici che non  curano affatto il virus, ma le sue complicanze».  

    L’influenza 2025-26 si manifesta con brusca insorgenza della febbre oltre i 38°C, almeno un sintomo respiratorio (tosse, naso che cola, occhi arrossati) e almeno un sintomo generale come dolori muscolari e articolari. 

    «Nonostante non sia stagionale il Covid circola sempre e contagia particolarmente nella stagione fredda a seguito del calo delle  difese immunitarie. Per questo è consigliata alle persone anziane e fragili la doppia vaccinazione che è possibile ricevere nella medesima seduta – sottolinea Matteo Vanzan, segretario Federfarma Verona e Veneto -. Ricordo che hanno diritto alla vaccinazione gratuita in farmacia contro il Covid 19 tutti i soggetti maggiorenni ».

  • Allarme alcol a Verona: 5 ubriachi pronti a guidare dopo il test

    Allarme alcol a Verona: 5 ubriachi pronti a guidare dopo il test

    Ubriachi al volante: il Dipartimento Dipendenze lancia l’allarme dopo i controlli a Hostaria

    (ndc). Verona, ubriachi al volante dopo l’evento sul vino “Hostaria”: cinque persone pronte a mettersi alla guida nonostante il tasso alcolemico fuori legge. Hanno bevuto, sapevano di essere oltre i limiti consentiti e nonostante questo volevano comunque mettersi alla guida. È quanto emerso dagli alcoltest effettuati a Verona durante Hostaria, la celebre festa del vino in centro, nell’ambito della campagna di prevenzione “Go-Safe” promossa dal Dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda Ulss 9 Scaligera.

    In tre giorni di attività, 422 controlli a Hostaria hanno rivelato che oltre il 42% dei partecipanti aveva un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l, il limite legale per la guida. In particolare 86 persone avevano un tasso compreso tra 0,51 e 0,8, 83 tra 0,81 e 1,5, 11 oltre 1,5.

    Tra coloro che avevano dichiarato di essere arrivati in auto o moto, 36 erano oltre il limite. A fronte dei consigli e dei richiami alla responsabilità da parte dei tutor di Go-Safe: 11 hanno deciso di farsi accompagnare da un amico sobrio, 20 hanno scelto di aspettare prima di guidare, e 5 hanno dichiarato apertamente che si sarebbero messi alla guida comunque.

    Allarme sicurezza sulle strade di Verona

    La campagna Go-Safe, attiva anche al Ludus Festival a Veronetta, ha coinvolto complessivamente circa 1.400 persone con 472 alcoltest effettuati. Solo al Ludus i test sono stati 50, ma è a Hostaria che sono emersi i dati più preoccupanti.

    «Molti sottovalutano i rischi dell’alcol alla guida — spiega Giovanna Morelli, direttore dell’Unità Dipendenze Ulss 9 —. Anche valori appena sopra i limiti aumentano drasticamente il pericolo di incidenti. Il nostro obiettivo è far comprendere che non si tratta solo di multe, ma di sicurezza per sé e per gli altri».

    Peer-education e prevenzione sul campo

    Gli stand Go-Safe erano gestiti da tutor formati con la metodologia della peer-education, in grado di parlare ai coetanei in modo diretto e credibile. Oltre agli alcoltest gratuiti, gli operatori hanno distribuito materiale informativo e promosso alternative sicure per rientrare a casa senza rischiare.

    La campagna si inserisce nel progetto regionale Safe-Night, coordinato con la Regione Veneto e supportato dal SerD di Belluno, presente a Hostaria con un’unità mobile.

    Prossime iniziative

    Per potenziare la rete di sensibilizzazione, l’Ulss 9 ha annunciato un nuovo corso per tutor Go-Safe previsto per il 7 e 14 novembre a Porto San Pancrazio (Verona). Chi fosse interessato a partecipare può contattare il numero 329 5905036.

  • Assistenza ai non-autosufficienti. Ancora non ci siamo

    Assistenza ai non-autosufficienti. Ancora non ci siamo

    Giovanni Zanini segretario generale Cisl Fp Verona fa il punto sull’assistenza ai non autosufficienti, un problema destinato a pesare sempre più sulla nostra società che continua ad invecchiare.

    Sono più di 4 milioni di anziani fragili in Italia e la riforma approvata nel marzo 2023, con un ritardo di trent’anni rispetto all’Austria, non funziona zona ancora.

    E’ ancora fermo il nuovo sistema di valutazione unificata, che dovrebbe semplificare l’accesso ai servizi e alle indennità.

    il segretario Cisl Fp Zanini

    Indaginosa l’assistenza domiciliare pubblica per gli anziani non autosufficienti.

    Solo il 2% degli anziani è coperto da strutture residenziali. Il minimo negli altri Paesi europei è del 4%.

    Per fortuna ci sono 7 milioni i caregiver familiari e 1,5 milioni di badanti, vale a dir 8,5 milioni di persone che assistono i nostri vecchi fragili, altrimenti il sistema sarebbe già saltato.

    Enti il 2040 gli over 80 passeranno dall’8% al 10% e la spesa sanitaria per le cure raddoppierà, passando dall’1,3% al 2,5% del PIL.

    La riforma è in ritardo e il sistema di governance integrata risulta ingolfato e le nuove procedure risultano più complesse di prima.

    L’assistenza domiciliare integrata (ADI) spesso offre solo prestazioni mediche di base, insufficienti per i bisogni complessi degli anziani.

    La riforma della domiciliarità è stata accantonata, salvo qualche passo avanti sulla telemedicina, limitata però agli anziani più gravi.

    Per le strutture residenziali, lo Stato ha deciso di lasciare la gestione alle Regioni.

    La revisione dell’indennità di accompagnamento è stata ridotta a una sperimentazione limitata a 25.000 anziani ultra-fragili, sembra senza monitoraggio. Per rendere la riforma davvero efficace, servirebbero tra i 5 e i 7 miliardi di euro in più, ma al momento si parla solo di rifinanziare il Fondo per la non autosufficienza. Il Patto per la non autosufficienza necessita di discutere come uscire dall’impasse e rilanciare la riforma.

    Questa l’analisi di Giovanni Zanini. Come non condividerla?

  • Verona si illumina di verde per la fibrosi cistica

    Verona si illumina di verde per la fibrosi cistica

    Fibrosi cistica, una persona su 30 è portatrice sana: Verona si mobilita illuminando la Gran Guardia

    (ndc) Verona verde per la ricerca e per la prevenzione: venerdì 24 ottobre il Palazzo della Gran Guardia si accenderà per sensibilizzare cittadini e turisti sull’importanza del test del portatore sano di fibrosi cistica. L’iniziativa rientra nella Settimana di sensibilizzazione 2025, promossa dalla Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica – ETS, che dal 20 al 26 ottobre interesserà anche altri Comuni della provincia come Affi, Boschi Sant’Anna, Caprino Veronese e Castelnuovo del Garda.

    In Italia, una persona su 30 è portatrice sana di fibrosi cistica, spesso senza saperlo. Quando entrambi i genitori sono portatori, c’è 1 probabilità su 4 che il figlio sia affetto dalla malattia, tra le più diffuse e gravi ancora senza cura risolutiva. La campagna “1 su 30 e non lo sai” punta a far conoscere il test genetico e a renderlo gratuito per tutte le donne tra i 18 e i 50 anni.

    L’informazione viaggia

    Oltre ai monumenti illuminati, il messaggio viaggerà anche su strada: 100 autobus Atv e le biglietterie della città esporranno materiale informativo per tutta la durata della campagna. Per saperne di più e consultare informazioni affidabili sul test, è disponibile su questo sito.

    Progetto test fibrosi

    Attualmente il test è offerto gratuitamente dal Servizio sanitario solo a chi ha parenti con fibrosi cistica. Ma secondo uno studio commissionato all’Istituto Mario Negri e alla Liuc, se venisse esteso a tutta la popolazione, i costi sarebbero recuperati in 6-8 anni.

    Per questo la Fondazione ha lavorato a una proposta di legge per rendere l’esame accessibile a livello nazionale, già depositata e in attesa dell’iter parlamentare.

  • Intelligenza artificiale in medicina. Sbaglia al 70%

    Intelligenza artificiale in medicina. Sbaglia al 70%

    Attenzione ad utilizzare l’intelligenza artificiale applicata alla medicina. Meglio l’occhio clinico di un medico e la sua professionalità, perché in circa il 70% dei casi dà risposte sbagliate. Risulta da uno studio pubblicato sull’ European Journal of Pathology.

    Sono stati posti a Chat GPT 200 quesiti clinici. Le risposte giuste sono state solo il 32,1% e nel 70% ha dato riferimenti di letteratura inesatti e nel 30% addirittura inesistenti.

    L’intelligenza artificiale non sostituisce il medico

    E’ quindi necessario essere molto cauti nell’introdurre questi strumenti tecnologici nella pratica clinica, perché una diagnosi sbagliata può provocare dei danni.
    Se questo vale per l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale da parte del personale sanitario, diventa ancora più pericoloso per coloro che, non essendo medici, vi ricorrono per l’autodiagnosi o l’automedicazione.
    La figura del medico rimane quindi essenziale e non sostituibile.



       
      

  • Le risorse alla sanità salgono a 142,9 miliardi

    Le risorse alla sanità salgono a 142,9 miliardi

    6,3 miliardi in più rispetto al 2025

    Salgono a 142,9 miliardi le risorse che il Governo mette a disposizione della sanità con la nuova legge di Bilancio, con un aumento di oltre 6,3 miliardi rispetto a quella del 2024. La manovra finanziaria è stata approvata ieri dal Consiglio dei Ministri.

    Serviranno ad assumere 6.300 infermieri e 1000 medici, ad aumentare gli stipendi, ad incrementare la prevenzione del cancro, a integrare nel Ssn la Farmacia dei servizi, ad aumentare la spesa farmaceutica e per i dispositivi medici.

    La sanità priorità per l’esecutivo

    Giorgia Meloni ha sottolineato che da quando s’è insediato il suo governo i finanziamenti alla sanità sono aumentati costantemente: dai 126 del 2022 ai 142,9 di oggi. Se tutto procederà come previsto alla fine della legislatura saranno 30 i miliardi di euro destinati in più alla salute degli italiani. Cosa che non ha mai fatto nessun governo.

    Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha fatto notare come la legge di Bilancio dimostri che per il Governo la sanità è una priorità..

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