Altro che insicurezza “percepita”. Verona è fuori controllo
Il ristoratore Davide Veneri, titolare dell’Osteria Verona Antica e consigliere dell’Associazione Ristoratori di Confcommercio Verona, al culmine di una rissa con lancio di sedie, è stato ferito da un gruppo di giovani ed è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, riportando una ferita alla fronte suturata con due punti e una prognosi di cinque giorni.
“Un gruppo di ragazzi, come spesso accade, stava bivaccando sull’argine vicino al plateatico del mio locale – racconta Veneri –. Avevano sacchetti pieni di bottiglie di alcolici e vino. Poco dopo le 23, visibilmente alterati, alcuni di loro hanno iniziato a sfidarsi all’interno di una sorta di ring. La situazione è degenerata: si sono avvicinati al plateatico del locale, hanno preso le sedie lanciandole. Mentre filmavo la scena con il cellulare sono stato colpito alla fronte. Ho avvisato subito le forze dell’ordine, ma nel frattempo il gruppo si è spostato in centro, dove pare abbia provocato un’altra rissa nei pressi delle Arche Scaligere.”
Il Prefetto era già stato avvisato dal ristoratore
L’episodio non è isolato. In una lettera inviata lunedì al Prefetto, Veneri aveva già denunciato la situazione di degrado e insicurezza cronica che caratterizza la zona, in particolare nei fine settimana: “Il lungadige è regolarmente teatro di assembramenti di compagnie di giovani tra i 15 e i 25 anni che si rendono protagonisti di atti vandalici, disturbo, danneggiamenti e perfino lancio di arredi nel fiume Adige.
A ciò si aggiungono abuso di alcol, spaccio di sostanze stupefacenti e utilizzo degli spazi pubblici come orinatoi. La mattina ci troviamo a dover ripulire un’area ridotta a discarica, con bottiglie, bicchieri e vetri rotti ovunque.” Veneri chiede un rafforzamento dei controlli e una presenza costante delle forze dell’ordine nella zona, soprattutto nelle serate del weekend.
Confcommercio: Così non si può più andare avanti
Di fronte a questo nuovo episodio, Confcommercio Verona esprime ferma preoccupazione e chiede un intervento immediato delle istituzioni. “Così non si può più andare avanti – dichiarano il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena e il direttore generale Nicola Dal Dosso –. Da tempo denunciamo episodi di vandalismo, bivacchi e violenza che mettono a rischio la sicurezza di chi lavora e di chi vive il centro e ledono l’immagine della città. Ora è il momento di agire concretamente. Chiediamo di essere coinvolti stabilmente nel tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, perché rappresentiamo centinaia di imprese che subiscono le conseguenze dirette di questa situazione.”
Arena e Dal Dosso sottolineano la necessità di un piano coordinato e immediato, anche in vista dell’imminente avvio dei mercatini di Natale e del progetto di Natale diffuso voluto dall’amministrazione comunale. “Tra poco piazza Bra e le principali piazze del centro saranno teatro di un afflusso importante di cittadini e turisti per gli eventi del Natale. Tutte queste aree diventeranno ‘luoghi sensibili’. È indispensabile un presidio costante per garantire ordine, sicurezza e vivibilità. La nostra Associazione con le imprese rappresentate sono pronte a collaborare, serve una strategia condivisa”.
“Capiamo che gli strumenti a disposizione possano avere dei limiti – aggiunge Francesca Toffali, presidente Confcommercio per la Circoscrizione Centro Storico – ma riteniamo che presidi e vigilanza con telecamere debbano essere implementati. Queste non sono le condizioni in cui lavorare e soprattutto non sono le condizioni per poter ospitare persone nel proprio esercizio commerciale. Chi dopo aver visto ieri sera l’accaduto acconsentirà ancora a sedersi a quei tavoli? Perchè ricordiamolo: erano poco più che le 23 non era notte fonda e le persone erano ancora ospiti del ristoratore”.
Oltre alle liste dei singoli partiti sono state presentate le candidature alla presidenza del Veneto.
Giovanni Manildo per il centrosinistra e Alberto Stefani per il centrodestra si contenderanno a suo di voti la presidenza del Vento, la 2ª regione più importante d’Italia dopo la Lombardia. E’ tra loro due che si gioca la partita per succedere a Zaia. Ma non sono solo loro a candidarsi. Come outsider ci sono anche Fabio Bui, per la formazione centrista Popolari per il Veneto e Riccardo Szumski (Resistere Veneto) una lista autonomista.
Fabio Bui
Ma il vero fatto nuovo e politicamente rilevante è la candidatura alla presidenza del Veneto di Marco Rizzo, leader di DSP, Democrazia Sovrana Popolare, una formazione che si pone in alternativa sia alla destra che alla sinistra che al centro e che raccoglie esponenti provenienti da tutte le aree politiche che ritengono superato il paradigma destra/sinistra e che si battono per una effettiva sovranità dell’Italia, senza la quale non può esserci nemmeno la democrazia.
(di Francesca Romana Riello)Il Caffè Dante di piazza dei Signori dopo dieci mesi di chiusura si prepara a riaprire. Le vetrine, rimaste vuote per quasi un anno, tornano quindi a riflettere il movimento della piazza e a richiamare la curiosità dei passanti. A raccogliere l’eredità di uno dei locali più rappresentativi della città sono Chiara Castagnini e Sabrina Bergamasco, già conosciute a Verona per la gestione di altri due locali, Al Canton e Ai Lamberti. Nel loro progetto il rilancio dello storico locale di Piazza dei Signori nasce dall’unione fra tradizione e cultura quotidiana.
“Quando siamo entrate la prima volta avevamo la pelle d’oca”, racconta Bergamasco. “Qui tutto parla. Ogni dettaglio ti ricorda che non stai aprendo un bar qualunque, ma un pezzo di città”. E Castagnini aggiunge: “Sapevamo che sarebbe stato un rischio, ma anche un’occasione irripetibile. Dopo anni di esperienza nella ristorazione volevamo misurarci con qualcosa di più grande. Il Dante è un simbolo, e proprio per questo ne sentiamo anche la responsabilità”.
“Caffè Dante vivo dalla mattina alla sera”
L’obiettivo è costruire un luogo aperto e vivace, capace di accogliere pubblici diversi durante la giornata. “Ci sarà il caffè del mattino, la piccola pasticceria, l’aperitivo, la cena. Ma soprattutto ci sarà la quotidianità”, precisa ancora Castagnini. Alla guida della cucina ci sarà Davide Fiorio, presidente dell’Associazione Cuochi di Verona, con un menù che punta sulla tradizione: tortellini in brodo, lesso con pearà, nervetti e risotti di stagione.
Chiara Castagnini e Sabrina Bergamasco
Il Caffé Dante all’angolo con Via delle Fogge
“Sono piatti che raccontano chi siamo”, aggiunge Bergamasco. “Vogliamo che il cliente, che sia veronese o turista, si senta bene come a casa”. L’obiettivo di pubblico resta comunque quello locale: “Il cliente di Verona non si conquista con le mode”, sottolineano. “Servono costanza, qualità e prezzi equilibrati”.
Il progetto non riguarda solo la ristorazione. Il nuovo Caffè Dante vuole infatti tornare a essere anche un luogo di cultura e socialità. “Stiamo lavorando ad un calendario di eventi, presentazioni, incontri con artisti e scrittori”, spiegano. “L’idea è far vivere il locale oltre l’orario di servizio, riportando nella piazza quella funzione di incontro che il Dante ha sempre avuto”. La componente culturale sarà quindi complementare all’attività gastronomica: “La ristorazione sostiene l’impresa, ma la cultura dà senso al nostro lavoro. Qui vogliamo far incontrare persone e idee”.
L’apertura prevista per la metà di novembre
La collaborazione tra le due imprenditrici è ormai consolidata. Castagnini si dedica più agli aspetti organizzativi, mentre Bergamasco è più operativa. “Ci completiamo”, spiega Chiara. “Siamo abituate a seguire tutto in prima persona: personale, fornitori, clienti. È il nostro modo di lavorare, che si basa sulla presenza costante e sulla cura dei dettagli”.
Dopo dieci mesi di fermo, il locale ha richiesto interventi tecnici e nuove forniture, ma la riapertura è ormai vicina. “Contiamo di aprire a metà novembre”, confermano. “Sarà un momento importante: non solo per noi, ma crediamo per la città. Il Dante è sempre stato un punto di riferimento, e restituirlo a Verona è motivo di orgoglio”.
Il tradizionale interno del Caffè Dante nella precedente versione. C’è molta curiosità per il nuovo aspetto
Alla fine sono tre le parole chiave che guidano il nuovo corso: la tradizione, la cultura e l’innovazione. Parole che Castagnini e Bergamasco ripetono come impegno ma anche come una promessa. Il Caffè Dante tornerà ad accogliere veronesi e visitatori con la semplicità di sempre ma con un’energia nuova, pronto a scrivere un altro capitolo della sua lunga storia.
Era qualche settimana che nell’ambiente di Fratelli d’Italia c’era un tira e molla sull’ultima casella dei 5 maschietti rimasta da assegnare oltre agli uscenti MarcoAndreoli e Stefano Casali, al consigliere provinciale David Di Michele e all’ex sindaco di Zevio Diego Ruzza. Sembrava che il quinto uomo dei fratelli fosse Massimo Giorgetti, dal lungo curriculum di assessore regionale. Giravano ormai anche le vele con la sua faccia e il suo nome con lo slogan ‘Presente!’ Invece a poche ora dalla presentazione delle liste lo stesso Giorgetti ha scritto una nota nella quale annuncia di aver fatto un passo indietro. Va da sé che allora il candidato sarà Tomas Piccinini, consigliere regionale uscente di Veneta Autonomia, la lista di cui è leader Fabrizio Comencini. Già sindaco di Mozzecane, per Piccinini è in qualche modo un ritorno a casa, dato che è sempre stato di destra, nell’area di Alleanza Nazionale.
Stefano Valdegamberi, candidato della Lega alle regionali, non potrà fare la sua manifestazione elettorale assieme al generale Vannacci programmata per mercoledi prossimo nella sala civica Barbarani di San Bonifacio.
Il sindaco gli ha negato il permesso. La motivazione è che attirerebbero troppa gente e la sala non è sufficientemente capiente perché non può contenere piu di 99 persone. Inoltre, il Sindaco adduce anche il motivo che la sala sarebbe stata richiesta dal consigliere regionale Veronese solo verbalmente. E non per iscritto.
Valdegamberi, che di conseguenza ha dovuto spostare la manifestazione alla multisala Cristallo e precisamente mercoledì alle ore 18, contesta la decisione del primo cittadino. “Non è vero quello che dice il sindaco: non solo la sala l’ho chiesta per iscritto- dichiara- ma ho addirittura inviato una PEC. Quella del Sindaco continua Valdegamberi è palesemente una scusa. Forse che io e i Generale Vannacci facciamo paura per il consenso che siamo in grado di attirare?“
Valdegamberi. Brutto segnale per la democrazia
” In ogni caso – continua Valdegamberi- negare una sala civica proprio in campagna elettorale ad un candidato è un brutto segnale per la democrazia. La disponibilità gratuita di sale comunali per la campagna elettorale in Italia è regolata da norme precise che mirano a garantire la parità di accesso tra le forze politiche”.
È ufficialmente iniziato da Palazzina il graduale passaggio al nuovo sistema di raccolta differenziata nella Quinta Circoscrizione, che unisce i cassonetti ad accesso controllato al servizio porta a porta. Le prime postazioni dei nuovi contenitori sono state posizionate ieri e l’installazione proseguirà nelle prossime settimane, fino a coinvolgere progressivamente tutte le aree della circoscrizione.
Nel quartiere di Palazzina, dove per anni è stato in vigore il porta a porta, si passa ora al conferimento tramite cassonetti elettronici per le frazioni di umido e secco residuo, mentre restano le raccolte domiciliari per carta (ogni lunedì, a partire dal 27 ottobre) e plastica/metalli (ogni sabato). I rifiuti dovranno essere esposti la sera precedente, dopo le 19.
Una delle principali novità riguarda le credenziali di accesso ai nuovi cassonetti, che possono ora essere ottenute in autonomia, in pochi click, scaricando l’app AMIA. Per l’attivazione servono il codice contribuente e il codice utenzaindicati nella bolletta Tari di Solori. In pochi giorni sono già oltre 700 i cittadini che hanno completato la procedura online. Per agevolare gli utenti, AMIA ha realizzato anche un video tutorial disponibile sul proprio canale YouTube e accessibile tramite QR code stampato sulle brochure distribuite a tutti i residenti della Quinta.
Parallelamente, restano attive le postazioni fisiche per il ritiro delle tessere personali. Nei primi quattro giorni di distribuzione ne sono già state consegnate circa 2.500 su un totale di 19.431 utenze. Fino al 1° novembre è operativo l’Ecosportello di via Copparo (aperto dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 18). Dal 3 novembre al 20 dicembre, la distribuzione proseguirà nella sala del consiglio di via Benedetti 26, con lo stesso orario, ad eccezione dei giorni 15 novembre e 13 dicembre, in cui la chiusura sarà anticipata alle 14.30.
Ulteriori punti di distribuzione saranno attivi dal 3 al 22 novembre a Cadidavid (Sala Piru, via Carmagnola 34, dalle 8 alle 15) e dal 27 al 31 ottobre alla Sacra Famiglia (sala parrocchiale di piazza Sforni, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19). Tutti i residenti della Quinta possono recarsi liberamente in qualunque Ecosportello, indipendentemente dal quartiere di residenza.
Le utenze non domestiche possono inoltre richiedere bidoni aggiuntivi gratuiti e un sopralluogo del personale AMIA direttamente dal sito www.amiavr.it, nella sezione “Utenze non domestiche”.
Dopo Palazzina, i nuovi cassonetti saranno installati alla Sacra Famiglia dal 30 ottobre e a Cà di David dal 6 novembre, dove partirà anche la raccolta porta a porta. Nelle zone di Tombetta, Tomba e Polidore, invece, il nuovo sistema entrerà in funzione dal 17 novembre con il ritiro dei vecchi contenitori per carta e plastica/metalli e, dal 24 novembre, con la sostituzione dei cassonetti per secco e organico.
Il porta a porta sarà operativo dalla settimana del 3 novembre alla Sacra Famiglia e dal 17 novembre a Cà di David, con raccolta di plastica/metalli il giovedì e carta/cartone il venerdì. Tutti i dettagli, comprese vie e numeri civici interessati, sono riportati nella brochure informativa e sul sito di AMIA.
Per restare sempre aggiornati, è attivo anche il canale Telegram “Amia Verona-Bot”, dove vengono pubblicate in tempo reale notizie su servizi, iniziative, attività di educazione ambientale e aggiornamenti riguardanti il verde pubblico e la gestione dei rifiuti.
Lessinia da vedere e da assaggiare: sotto la luna che illumina la montagna veronesi una rassegna che nel segno del turismo combina camminate al tramonto e degustazioni enogastronomiche. L’iniziativa Moonlight Lessinia, ideata e promossa da AltaLessinia.com con il supporto del Consorzio per la Tutela del Formaggio Monte Veronese DOP e dell’Associazione VinNatur, si svolgerà in undici serate di plenilunio dal 5 novembre al 31 maggio dell’anno prossimo.
Appuntamenti che permetteranno di esplorare la bellezza di pascoli, boschi e cime stagione dopo stagione: dai colori intensi dell’autunno al silenzio ovattato dell’inverno, fino alla rinascita primaverile dei prati in quota. Gli appuntamenti (uno al mese) prevedono un’escursione guidata di trekking leggero di circa due ore, accompagnati dagli esperti dell’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Le passeggiate toccheranno il confine tra Veneto e Trentino, tra scorci e paesaggi come le rocce della Valle delle Sfingi, i pascoli, le trincee della Prima guerra mondiale e fino ai crinali di Passo Malera.
Malghe e sentieri del Parco naturale
A fine camminata, una meta che cambierà di volta in volta tra i rifugi e le malghe del territorio, dove gli escursionisti saranno accolti con i profumi e i sapori della montagna veronese, iniziando con una degustazione di Monte Veronese DOP in varie stagionature, tra cui l’edizione limitata prodotta solo con latte d’alpeggio. A ogni appuntamento ci sarà anche un produttore di VinNatur con vini naturali da degustare, fra aneddoti e curiosità sul legame tra il calendario astronomico, i cicli lunari e le attività in vigna e in cantina.
In Lessinia sotto la neve anche i sentieri sono più “morbidi”, e alla luce della luna è davvero magia
“Saranno esperienze da non perdere per scoprire e assaporare il territorio della Lessinia”, racconta Riccardo Zanini, responsabile eventi di AltaLessinia. “Si potranno unire in un’unica serata il trekking leggero, l’atmosfera suggestiva della luna piena e le degustazioni esclusive, oltre ai piatti proposti da malghe e rifugi”. Per approfondire i dettagli e prenotare la partecipazione alle escursioni è disponibile un apposito sito web( a questo link), oppure si può telefonare alla segreteria organizzativa al +39 320 0736306.
Tutto il calendario dei “trekking leggeri”
Ecco di seguito tutte le date in programma della stagione di escursioni che si concluderà a maggio prossimo, quasi alla vigilia dell’estate. Lo abbiamo diviso qui sotto: prima e dopo Capodanno:
2025
5 novembre 2025, Agriturismo Malga Rambalda – Luna piena sui crinali di Passo Fittanze 6 novembre 2025, Rifugio Malga Malera – Notte di luna sui sentieri di Passo Malera 5 dicembre 2025, Agriturismo Gaspari – Al chiaror di luna nella Valle delle Sfingi 6 dicembre 2025, Rifugio Malga Lessinia – Luna piena sui confini tra Veneto e Trentino
2026
2 gennaio 2026, Rifugio Malga Moscarda – Luna e panorami nella foresta dei Folignani 1 febbraio 2026, Malga Campolevà – Una notte di luna piena nel cuore degli alti pascoli 3 marzo 2026, Malga Campegno – Sui crinali di passo Malera e Malga San Giorgio 2 aprile 2026, Malga Valbella – Una notte di luna tra le alte malghe di Erbezzo 3 aprile 2026, Agribirrificio Laorno – Una notte di luna piena da Grietz alla Val Squaranto 1 maggio 2026, Rifugio Lausen – I panorami delle alte malghe di Velo al chiaror di luna 31 maggio 2026, Rifugio Dardo – I grandi faggi di malga Dardo in una notte di luna
Monte Veronese, un’eccellenza della Lessinia
Ciaspole ai piedi: alla scoperta della montagna
Lanciato nel 2016, il progetto AltaLessinia ha avuto grande successo presentando dal proprio sito web la Lessinia in ottica turistica anche per promuovere il territorio montano come destinazione turistica attraverso eventi speciali, esperienze, contenuti di valore e importanti collaborazioni. Oggi AltaLessinia crescere promuovendo un’economia turistica di qualità per la montagna Lessinia e le sue valli.
A guidare il progetto è Lessinia Sviluppo, società di sviluppo territoriale guidata da un gruppo di imprenditori della zona con obiettivi tra cui attivare un cartellone di oltre 50 eventi ed esperienze durante tutto l’anno, valorizzare la produzione agricola di eccellenze gastronomiche e incentivare investimenti per nuove forme di ricettività e ospitalità. “Crediamo che la Lessinia abbia una grande opportunità da cogliere nei prossimi anni: diventare una delle più richieste destinazioni di turismo lento sul mercato europeo”, afferma Alex Fantoni, un giovane ristoratore di Erbezzo.
“Non potevamo mancare a questa terza edizione di Moonlight Lessinia”, afferma Paola Giagulli, direttore del Consorzio Monte Veronese. ”In questo evento ci sono tutti gli ingredienti del Turismo DOP che mira a tutelare e rafforzare la reputazione dei prodotti a denominazione. Sarà un’occasione unica e suggestiva, che unisce cultura e ambiente nel contesto della straordinaria importanza della biodiversità della Lessinia, la sua natura incontaminata e le innumerevoli mete preziose che questa zona offre. I pascoli da dove arriva il latte per produrre il Monte Veronese sono proprio qui, e sarà un’opportunità per scoprire una filiera di eccellenze venete, dalle mucche al pascolo e alle malghe.”
Dove si intrecciano natura e memoria
E per l’enologia l’Associazione VinNatur riunisce piccoli produttori di vino naturale italiani ed europei: guidata dalla volontà di promuovere vini frutto di un’agricoltura sana e liberi da pesticidi, VinNatur e i vignaioli si presentano e si fanno conoscere, oltre a organizzare convegni e corsi di formazione per sviluppare le competenze in ambito viticolo ed enologico. Molti pianificano le attività in vigna e in cantina seguendo il calendario, in corrispondenza di precisi cicli lunari ma anche prestando attenzione ai ritmi della natura. “Un approccio ecologico ed etico che collega stagioni e pratiche agricole per individuare i momenti propizi per le diverse operazioni“, spiega Angiolino Maule, presidente di VinNatur. E “Moonlight” contribuisce a migliorare e far conoscere il vino locale.
Il Parco Naturale Regionale della Lessinia (i programmi presentati a inizio anno sono a questo link al nostro giornale) si estende nel cuore delle Prealpi venete, un territorio unico ricco di milioni di anni di storia, natura e cultura. Modellato da acque, ghiacci e venti, racconta una lunga evoluzione geologica: dalle dolomie ai calcari, dai fossili marini di Bolca ai suggestivi fenomeni carsici che ne disegnano il paesaggio. Il Parco accoglie ambienti di grande valore ecologico, protetti dalla rete europea Natura 2000, e ospita una biodiversità straordinaria: faggi, abeti, rarità botaniche come la Primula di Recoaro, e presenze faunistiche come il lupo, il gallo cedrone e lo zigolo delle nevi.
La Lessinia è anche una terra di storie antiche: dalla Grotta di Fumane, con pitture rupestri tra le più antiche al mondo, all’arrivo dei Cimbri nell’Alto Medioevo, che trasformarono il paesaggio con insediamenti in pietra locale. Qui natura e memoria si intrecciano, tra pascoli d’alpeggio, boschi secolari e tracce della Grande Guerra. Un luogo dove passato e presente si incontrano in un equilibrio fragile e prezioso.
Nel cielo della Lessinia ancora una pennellata di tramonto, ma presto arriverà la luna
“Moonlight Lessinia è un’iniziativa che unisce in modo originale natura, gusto e cultura del territorio”, sottolinea il presidente del Parco Naturale Regionale della Lessinia Massimo Sauro, spiegando perché le escursioni guidate in luna piena hanno ricevuto il patrocinio. “Nei luoghi più belli del Parco offrono un modo suggestivo e diverso per conoscere le meraviglie della Lessinia, immergendosi in un’atmosfera silenziosa e paesaggi unici. Così non si valorizzabo solo i paesaggi ma anche le produzioni tipiche e i sapori che raccontano la nostra identità. È un modo concreto per promuovere un turismo consapevole e sostenibile, capace di generare valore per la comunità”.
Chi e perché ha gettato davanti al casolare dei fogli in cui viene citato uno dei 3 arrestati?
Continua a Castel d’Azzano il mesto pellegrinaggio di persone davanti al casolare, in via San Martino 39, distrutto dall’esplosione di gas innescata con una molotov che a quanto risulterebbe sarebbe stata usata da Maria Luisa Ramponi (residente nel rustico con i fratelli Dino e Franco), durante un mandato di perquisizione delle forze dell’ordine, attorno alle 3 del 14 ottobre scorso.
Sulle transenne che separano la strada dai ruderi della casupola a due piani dei Ramponi (sottoposti a sequestro penale ex art. 354 del codice di proceduta penale) sono state appese tre bandiere d’Italia, con un “grazie” a ciascuna delle tre vittime del dovere. Alla base, poi, molti hanno deposto mazzi e vasi di fiori, lumini, messaggi scritti a mano con parole di gratitudine e cordoglio.
“Grazie. Per il sacrificio ultimo. Grazie alle famiglie che lo hanno subito. Vi dobbiamo molto, forse la vita. Grazie ai sopravvissuti, forze dell’ordine e non, che dovranno convivere con ciò che è successo. Sulla pelle. Negli occhi. Nel cuore. Grazie a tutti”.
“Con immenso rispetto e tanto orgoglio. Grazie”.
“Una grande preghiera, un grazie, un forte abbraccio a tutti i carabinieri, forze dell’ordine, militari, vigili del fuoco, medici, sanitari, Suem”.
Strano però rintracciare, sempre a ridosso del divisorio, dei fogli dattiloscritti (alcuni in brandelli e parzialmente bruciacchiati) che sembrano costituire un vecchio documento notarile nel quale viene citato il coltivatore diretto Franco Ramponi, uno dei tre fratelli arrestati. Chi e perché ha buttato quel carteggio proprio lì, dopo averlo in parte stracciato e bruciato?
L’arte si muove, e con essa cambia il modo di conservarla, gestirla e valorizzarla. È da questa consapevolezza che nasce Arte in Movimento – Prospettive ed opportunità, il convegno di respiro nazionale in programma venerdì 24 ottobre, dalle ore 15 alle 18, al Centro Direzionale Interporto Quadrante Europa, promosso da Propeller Club Port of Verona in collaborazione con Propeller Milano insieme a Consorzio ZAI, Arterìa, Raggruppamento Logistica Arte, AssoLogistica e al Gruppo Apollo.
L’incontro nasce dall’esigenza di affrontare in modo costruttivo un tema oggi cruciale per l’Italia, che oggi custodisce l’80% del patrimonio artistico mondiale. I numeri sono in crescita così come è in trasformazione l’intero sistema dell’arte tra nuove normative, processi di internazionalizzazione, sostenibilità e impatto tecnologico. In una fase in cui il quadro legislativo nazionale è in aggiornamento – risultando già il Paese con maggiori agevolazioni fiscali – il convegno si propone come un’occasione di confronto concreto tra istituzioni, professionisti, gallerie, assicuratori e operatori logistici, per valorizzare la cultura come vero motore economico e industriale.
Alvise di Canossa e la presidente Chiara Tosi
Il confronto arriva in un momento di forte cambiamento. Il mercato dell’arte in Italia ha registrato nel 2024 una crescita a doppia cifra, trainata dall’interesse di collezionisti (ad oggi 5.700 famiglie straniere sono diventate residenti a tutti gli effetti in Italia attraverso la legge Flax Tax) che hanno scelto il nostro Paese per custodire e assicurare i propri patrimoni artistici. Si stima che siano oltre tremila le famiglie residenti con collezioni di valore, un segnale di fiducia verso un sistema che si sta aprendo alla logistica, alla fiscalità internazionale e a un nuovo modello di governance culturale. Tema caldo di attualità progetto di legge “Italia in Scena”, promosso dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che porta con sé tutta una serie di iniziative legate ai prodotti culturali, inclusi emendamenti sulla circolazione delle opere d’arte per rendere più flessibile e favorevole il mercato. Altro tema centrale sarà la conservazione dei beni ecclesiastici e museali, un patrimonio diffuso ma spesso invisibile. Il convegno intende porre l’accento sulla necessità di strutture moderne e sostenibili, capaci di conciliare sicurezza, accessibilità e valorizzazione, anche attraverso collaborazioni pubblico-private.
Conferenza stampa
L’appuntamento veronese vuole segnare un cambio di prospettiva: non un convegno che analizza criticità, ma un tavolo di lavoro orientato ai risultati e alla collaborazione. L’obiettivo è far emergere i progressi già compiuti e delineare nuove traiettorie di sviluppo, con l’idea che il mercato dell’arte, se regolato e sostenuto da politiche adeguate, possa generare crescita, occupazione e innovazione. L’agenda si articolerà in quattro sezioni tematiche che attraversano l’intero ecosistema dell’arte: dalla circolazione delle opere e le nuove disposizioni doganali, alla trasparenza fiscale e all’adeguamento europeo, fino ai temi più innovativi legati all’intelligenza artificiale, alla tracciabilità delle opere, alla sostenibilità ESG e alla conservazione dei beni museali ed ecclesiastici. Tra i relatori figurano alcune tra le voci più autorevoli del panorama nazionale: Alessandra Di Castro (Gruppo Apollo, Associazione Antiquari d’Italia), Bruno Botticelli (Biennale dell’Arte di Firenze), Massimo Di Carlo (Consorzio Italics), Marilena Pirrelli (Il Sole 24 Ore), Italo Carli (Arte Generali), don Alessio Geretti (Santa Sede, Giubileo 2025) e Cesare Carcano (Casaforte), Carlo Cosentino (Direttore Ufficio dell’Agenzia delle Dogane di Verona), Cristina Riboni (esperta di diritto dell’arte), Ettore Sbandi (esperto di diritto doganale). Confermata in apertura anche la presenza dell’on. Gianmarco Mazzi, Sottosegretario di Stato del Ministero della Cultura.
Verona è tra le ultime città d’Italia per aria inquinata, meno verde e trasporti in crisi: a dirlo è il nuovo report Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente e Ambiente Italia. Su 106 capoluoghi di provincia, quello scaligero si ferma al 73° posto, – penultima città del Veneto -, superando solo Rovigo e lontanissima dalle realtà più virtuose come Trento, Mantova o Treviso.
Un dato che, nonostante un timido miglioramento rispetto al 2024 (+4 posizioni rispetto allo scorso anno), racconta una città ferma su quasi tutti i fronti ambientali: aria inquinata, mobilità sostenibile inesistente, spazi verdi in calo e trasporto pubblico in difficoltà.
“La mobilità sostenibile? Tutta da costruire”
Altro tallone d’Achille è la mobilità. Il numero di viaggi sul trasporto pubblico locale è sceso da 156 a 152,3 viaggi per abitante all’anno. Verona resta una delle più motorizzate del Paese, con 66 auto ogni 100 abitanti.
Le cause, da ciò che emerge dal report, sono corse serali ridotte, pochi collegamenti nei quartieri periferici e un filobus che ancora non entra in funzione. Anche il servizio “Scipione”, ovvero l’autobus a chiamata, non ha colmato le lacune.
“Il trasporto pubblico è un problema oggettivo – dichiara Andrea Gentili, presidente di Legambiente Verona –. Senza un’offerta affidabile e capillare i cittadini continueranno a usare l’auto e l’inquinamento non scenderà. Il filobus non basta: serve una rete integrata e una visione di lungo periodo”.
Piste ciclabili e verde urbano in calo
La ciclabilità, indicatore che misura qualità e continuità delle piste, scende da 11,5 a 10,9 metri equivalenti ogni 100 abitanti. Il che appare davvero strano visto che il Comune continua a farne. La rete resta frammentata, promiscua e spesso non protetta, osserva Legambiente: “Le piste nuove, se mal progettate, possono addirittura peggiorare la situazione”.
Preoccupa anche la diminuzione degli spazi verdi accessibili, passati da 27,6 a 25,2 m² per abitante, mentre la ZTL continua a non avere dati ufficiali, penalizzando Verona in classifica. Le isole pedonali, ferme a 16 m²/100 abitante, sono tra le più basse in Veneto.
Unico segnale positivo: la raccolta differenziata, che passa dal 51,6% al 57,4% grazie ai nuovi cassonetti intelligenti e al potenziamento del porta a porta. In ogni caso Verona resta sotto la media nazionale e lontana dagli obiettivi regionali.
Sul fronte energetico, invece, la città mantiene il 3° posto nazionale per produzione di energia da fonti rinnovabili su edifici pubblici, grazie a impianti fotovoltaici installati oltre dieci anni fa su stadio Bentegodi, scuole e piscine. In arrivo anche bonus per progetti di teleriscaldamento geotermico e comunità energetiche, ma mancano nuovi interventi significativi.
Legambiente: Il PAT occasione per cambiare
Il report arriva in un momento cruciale per la città: l’approvazione del nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT). “È lì che si gioca la possibilità di una svolta vera – sottolinea Gentili –. Servono scelte coraggiose e vincolanti: rete di trasporto pubblico intermodale, ciclabili protette, zero consumo di suolo e una mappatura per il fotovoltaico. Basta con i principi generici: Verona deve scegliere che città vuole essere”.
La classifica: Verona 73ª su 106 città
Nella graduatoria nazionale Verona ottiene un punteggio complessivo del 49,37%, lontanissima dalla vetta di Trento (79,78%) e Mantova (78,74%). A livello regionale la città è penultima, davanti solo a Rovigo (77esima). Le top 3 sonoTrento, Mantova e Bergamo. In Veneto Treviso al 13° posto, Belluno al 15°, Venezia al 47°, Vicenza al 61° e Verona appunto al 73°, seguita solo da Rovigo al 77°. E per le polveri sottili non c’è stato alcun miglioramento: “È un quadro cronico, aggravato dall’assenza di misure strutturali efficaci” sottolinea Legambiente Verona. Verona si conferma così tra le aree più inquinate.