(Angelo Paratico). Fra 28 giorni cadrà il 30mo anniversario dell’incendio che distrusse il glorioso teatro La Fenice di Venezia ma a trent’anni da quella immane tragedia assistiamo a una nuova imbarazzante esibizione. Gli orchestrali del Teatro La Fenice di Venezia insistono con le loro contestazioni di Beatrice Venezi. E per questo motivo molti telespettatori hanno cambiato canale televisivo, spostandosi sul tradizionale Concerto di Vienna.

Quasi tutti gli orchestrali e molti spettatori ,seduti a teatro, avevano una grossa spilla al bavero per manifestare la propria avversione alla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale della Fondazione Teatro La Fenice e per chiedere le dimissioni del sovrintendente Nicola Colabianchi, che l’aveva nominata.
Grave che anche il direttore d’orchestra Michele Mariotti, ospitato in quel teatro e figlio di Gianfranco Mariotti, fondatore del Rossini Opera Festival, portasse indosso quel segno di divisione. Michele Mariotti è nato a Pesaro nel 1979 e vanta un ottimo curriculum musicale, ma avrebbe dovuto astenersi dall’attaccare una sua giovane collega proprio in casa sua. Il direttore Mariotti ha portato il saluto degli orchestrali e poi ha aggiunto che i saluti sono “anche dal sottoscritto” espressione comune a qualsiasi “latore della presente”. A causa della mobilitazione dei musicisti è saltato, per la prima volta, il tradizionale saluto di sovrintendente e sindaco a Coro e Orchestra, come è sempre avvenuto ogni anno, prima dell’inizio del Concerto di Capodanno.
Viene in mente un film di Federico Fellini Prova d’Orchestra del 1979 nel quale aveva preconizzato una simile situazione.

Erano presenti anche il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, con Federico Mollicone (FdI), presidente Commissione Cultura della Camera e altre autorità come il prefetto Darco Pellos e il questore Gaetano Bonaccorso. Federico Mollicone ha voluto mettersi quella spilla, per mostrarsi aperto al dialogo, ricordato che questo governo è stato quello che ha fatto di più per la lirica, e poi ha aggiunto: “La spilla la indosso perché ho letto che è anche in difesa della Fenice e io la voglio interpretare così dimostrando indossandola che non c’è chiusura, ma che c’è apertura al dialogo e al confronto”. Crediamo che questo suo spirito dialogante sia un errore, perché dovrebbe essere usato nei confronti di chi lo cerca il dialogo, non verso chi alza muri, per via delle proprie prevenzioni sessiste e ideologiche.
