(ndc) La polemica parte dal Veneto ma guarda ben oltre i confini regionali. Stefano Valdegamberi, consigliere regionale, accende i riflettori sulle contraddizioni delle politiche ambientali europee, definendole “incoerenti e dettate da interessi economici e geopolitici”.
Il pretesto arriva dal divieto che scatterà in Veneto, da ottobre ad aprile, sull’uso di barbecue e caldarroste per ridurre l’inquinamento atmosferico. Una misura che, secondo Valdegamberi, “stride con il silenzio europeo di fronte a vicende di ben altra portata”.

“Barbecue no, Nord Stream sì: la nuova coerenza ambientalista europea” – attacca il consigliere. “In Veneto vietano barbecue e caldarroste per non ‘inquinare’, mentre l’Europa fa finta di nulla davanti alla fuga di 300 mila tonnellate di metano dai gasdotti Nord Stream, pari alle emissioni di 5 milioni di auto”.
Un paragone forte, che mette in contrapposizione le piccole abitudini quotidiane con i grandi dossier energetici internazionali. Valdegamberi non risparmia critiche all’atteggiamento dell’Unione: “Il vero problema non sono le castagne in piazza, ma i grandi interessi economici e geopolitici che fanno sparire il problema ambientale ogni volta che conviene”.
Al centro del mirino anche il tema delle forniture energetiche alternative: “Così il liquigas trasportato su navi oceaniche inquinanti diventa ‘sostenibile’, mentre il barbecue resta un nemico pubblico”.
Il consigliere ribadisce la necessità di distinguere tra vera difesa dell’ambiente e ideologia: “La vera difesa dell’ambiente va distinta dall’ideologia ambientalista, che davanti a guerra e interessi potenti si mostra ipocritamente muta. Difendere il pianeta vuol dire coerenza, non ipocrisia. E io dico basta a questi doppi standard”.
